ADDIO ALDA

Nel giorno dei Santi
un’ anima buona è salita in cielo.
In quel momento il mondo,
ammutolito,
s’è fermato a rimirare il firmamento
sperando con utopia di disperazione
di vedere la poetessa fumare
di quel fumo bianco che gli cocea le dita
e sognando di scorgerla lassù tra gli angeli più belli.
In terra portava il nome
di Alda,
la Merini delle poesie,
la poesia fatta persona,
la persona donna fortemente debole
schiacciata dalla sorte
innalzata dalla sua gran dote.
Lei era la sua poesia più bella.
E sì…
perché le sue parole
erano canto da ascoltare.
Ricordo la sua voce
tenera di mamma e nel
ricordare
rammento che mi diceva:
“Signora, lei è troppo buona!”
Buona io?
Santo cielo le avevo solo detto il vero!
Avevo proferito
di quella verità che il mondo
da anni
le riconosceva
e le riconoscerà
da ora in poi ancor più forte
più presente
e viva che mai.
Alda oggi è arte che accosta gli angeli.
Mi manca!
E non lo dico perché va scritto
lo dico perché
abbiamo perso,
tutti quanti noi,
un pezzo di poesia in questo mondo
ormai divenuto sordo dinnanzi alle prose che odorano di buono.



Le vorrņ sempre bene,
cara poetessa.
Daniela