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Il Maestro Beccari  per la presentazione di "Tu non guardarmi " ha scritto:

 

Presentare un libro normalmente non è un compito difficile. Si può descriverne la trama e come questa ci abbia colpiti, si può parlare dei personaggi e del loro eventuale realismo e nei casi più difficili quando l’opera non abbia fatto particolarmente breccia nel nostro cuore ci si può limitare a parlare del metodo utilizzato dallo scrittore per creare la sua opera.
Non così è per il libro che attualmente state stringendo tra le mani.
“Tu non guardarmi” come tutte le opere di Daniela Arrighi Banfi non è una sterile sequenza di frasi, un costrutto letterario teso a voler stupire il lettore con paroloni mirabolanti, dotte citazioni prese alla rinfusa da polverosi tomi tanto per dimostrare la cultura di chi scrive e tediare poi a morte chi lo dovrà decifrare.
La scrittrice, attraverso uno stile volutamente semplice, nasconde tutta la sua cultura per far sì che la sua arte divenga direttamente fruibile.
Questo libro è vita. In esso vi è la speranza di un amore immenso, il desiderio di completarsi attraverso l’altro e allo stesso tempo di donare tutto ciò che si è alla persona amata.
La solitudine, la fuga dalla famiglia per l’indipendenza e sopra tutto il sogno…
Quando dall’autrice mi è stato chiesto di scrivere questa presentazione forse ha pensato a me per il mio collegamento con l’analisi del sogno o perché sapeva che i miei lavori prendono vita proprio dalle esperienze oniriche.
“Tu non guardarmi” inizia con un sogno. Un sogno profetico. Non voglio rivelarvi la trama perciò non scenderò nei particolari che scoprirete leggendolo, ma posso dire che quel sogno sarà la guida della protagonista specie nei momenti in cui si sentirà ferita e quasi comprata. Nel momento in cui l’amore tanto bramato rivelerà tutta la sua miserrima essenza. Ma sarà anche la guida nella rinascita, nel calvario de… ma sto dicendo troppo.
Forse parlando di amore avrò in un qualche modo deluso quei lettori uomini che tendono a negare la loro parte sentimentale, ma in realtà, come è accaduto nel mio caso, proprio costoro potranno ritrovarsi nei personaggi maschili descritti dalla Banfi. Un autore è un grande autore quando riesce a rendere realistici o addirittura reali i personaggi più distanti da lui. La stessa cosa vale per un attore quando impersona qualcuno sulla scena. I personaggi della Banfi non solo sono reali, ma addirittura veri. Parlano come parliamo noi ogni giorno e dalle loro bocche non usciranno mai frasi contorte ed assurde che molti scrittori, me compreso, amano utilizzare per questioni di stile. Ma attenzione nell’apparente semplicità delle loro parole si nasconde un lavoro di ricerca meticoloso ed estenuante. Un voler riprodurre la realtà così come essa è realmente, nel voler catturare sulla carta l’essenza stessa della vita. Un poco come certi grandi pittori che tentano di trasportare sulle loro tele l’anima di chi stanno rappresentando.
Questo non è un libro semplice e neppure un semplice libro. Non è semplice solo perché è scritto su diversi livelli. Il primo è quello della storia diretta e facilmente apprezzabile. Poi vi è il livello del dramma interiore di chi vive cercando ciò che sembra non esistere. L’amore visto come Graal, unica fonte di salvezza in questo nostro bistrattato mondo, ma anche come rinascita e realizzazione personale attraverso l’altro. Infine vi è la consapevolezza. Specie nel finale affiora una Banfi interiore che lotta come Don Chisciotte contro i mulini a vento. Ma non è poi vero che ciascuno di noi è un Don Chisciotte quando s’intestardisce nella difficile ricerca della felicità.
Non posso rivelarvi il finale però posso dirvi che una volta che l’avrete raggiunto desidererete vi fossero ancora altre pagine, perché quella che state leggendo è vita e si vorrebbe che questa non finisse mai esattamente come le pagine di questo meraviglioso libro.
Per questo motivo non è un semplice libro, Dio ha infuso in noi la scintilla della vita, grandi sono coloro che sanno usarla per dar vita a simili capolavori.


“Tu non guardarmi”

Beccari Fabrizio Nestore. (visita il sito)